logo ilguerriero.it

Muay Thai

CONTINUANO PUNTUALI GLI INTERESSANTISSIMI ARTICOLI TECNICI DEL NOSTRO COLLABORATORE SALVATORE COSENTINO. QUESTA VOLTA CI PARLA DELL’USO DEI GOMITI NELLA MUAY THAI, DELLA LORO VARIEGATA TECNICA E TIPOLOGIA D’USO.

"Punte  di  diamante"

Di: Salvatore Cosentino

 

Anche se il titolo può sembrare la trama di un appassionante film dal sapore metropolitano (che richiama l'immagine dei ladri cattivi) in questo articolo cercherò di parlare abbastanza esaustivamente (nella loro complessità) dei colpi di gomito (in thailandese ti sok) “dalle movenze leggere e soavi" che ci ricordano le "ali della fenicia" (uccello mitologico che... risorge dalle sue ceneri) come direbbe qualche maestro occidentale, conoscitore di antichi sapori tailandesi. Scherzi e provocazioni a parte, queste armi naturali del corpo, se usate e condizionate correttamente, possono diventare delle vere e proprie "punte di diamante" proprio per la loro capacità di “tagliare” la pelle della faccia avversaria. In un incontro di Muay Thai infatti, l'uso dei "ti sok", puo' addirittura ribaltare le sorti del combattimento. I colpi di gomito quindi, se dati in un certo modo, tagliano la faccia dell' avversario (questo perché la zona non presenta grandi masse muscolari o adipe e quindi le ossa del cranio si trovano nello strato superficiale del sottocutaneo). Cosi che l'arbitro, dopo aver consultato il parere del medico, e' spesso costretto ad interrompere il match. Questo è ciò che accade in occidente, quando si sceglie di combattere con i gomiti.

 

Cosa diversa è invece in madrepatria, dove l'arbitro non interrompe il combattimento per una semplice fuoriuscita di sangue. Pensate che alcune tecniche di gomito vengono utilizzate dagli esperti in materia, per tagliare volontariamente la faccia dell'avversario (la zona presa di mira e' in genere l'arcata sopraciliare in quanto questa risulta essere molto sensibile ai colpi, perché presenta delle ossa molto spigolose e taglienti) affinchè il sangue fuoriuscente, andando nell'occhio, impedisca all'atleta di vedere correttamente. In questo modo l'attaccante passerà senza difficoltà ad assestare il colpo di gomito risolutore, che porrà fine al combattimento (in genere il colpo di grazia viene dato sulla tempia o sul mento) Anche un esperto nel "cutting" (l'arte di tamponare le ferite... espressione usata tipicamente dai pugili americani, dove uno dei due secondi deve saper tamponare magistralmente ed in brevissimo tempo eventuali ferite) non riuscirebbe assolutamente a tamponare lo “sbrego” al suo atleta, perché questo risulta essere troppo articolato. Vi ricordate la diagnosi medica della ferita provocata da Kaopom Lek a Cristian Daghio? Ferita profonda e conformazione a “stella”!

 

Non a caso "le ferite da gomito" vengono curate con molti inaspettati punti di sutura! (ne occorsero ben 16 mi pare, in quella occasione) Ricordo che nei primi anni 90' Dekker e Ballatine combatterono con l'uso dei gomiti, cosa che all'epoca fece scalpore... il risultato fu che il tappeto del ring diventò rosso e non e' una battuta! Per molti anni l'uso dei gomiti fu "bandito" dai ring europei e chi ha avuto modo vedere la realtà olandese sa benissimo che questi non combattono volentieri con i gomiti anche oggi, perchè li ritengono molto pericolosi..... a meno che la borsa non sia veramente alta! Anche nella madrepatria comunque i pugili thai esperti nei "ti sok" vengono in un certo qual modo evitati dagli scaltri promoter di turno, per evitare brutte punizioni ai propri atleti! Tengo a precisare una cosa importante: “se si vuole fare Muay Thai, si deve combattere con le regole della Muay Thai, altrimenti non si farà Muay Thai ma bensì Thai/kick boxing” .... Forse! Anche per i colpi di gomito abbiamo dei nomi codificati, dati dalla traiettoria che essi prenderanno durante l'esecuzione, e come spiegato nel precedente articolo sui "tae"… l'azione di colpire in sequenza abbinando più colpi di gomito, prenderà dunque un nome diverso.

 

Le tecniche di gomito che comunemente i thai boxer usano sul ring sono "sok dtad" (gomitata orizzontale). Questa si porta rilassando i muscoli della spalla, in modo che l'articolazione scapolo-omerale (e tutto il “cingolo scapolare”) possa lavorare senza freni. Il muscolo della spalla che compie un lavoro attivo e' il deltoide anteriore, mentre i muscoli dell'avambraccio soprattutto quelli situati nella parte anteriore (precisamente quelli radiali e quelli ulnari....) non si devono contrarre, contrariamente a come può avvenire in altre altri marziali o in altri metodi di combattimento! Quando si segue questa direzione, non avviene nessun "caricamento" da parte del braccio interessato, la mano si apre (in caso non ci sia il guantone...) il braccio ruota dalla posizione di guardia facendo si che il gomito e la spalla siano sullo stesso asse e il polso contemporaneamete si piega leggermente, permettendo dal punto di vista biomeccanico di fare ruotare meglio l'articolazione epicondeliale. Mentre dal punto di vista tecnico, si ha una valenza ben precisa: deflettere l'attacco di pugni diretti dell'avversario e piazzare questi micidiali colpi....! Una volta raggiunto il bersaglio il "sok dtat" non si ferma ma continua la sua corsa (proprio come si fa con la spada quando si vuole tagliare qualcosa) per poi ritornare subito nella posizione di guardia, possibilmente mettendo il guantone o la mano sulla nostra testa, per evitare di essere feriti.... visto che i "gomiti" se tirati bene e nella giusta distanza "entrano nella guardia", calcolando soprattutto la loro piccola superficie d'impatto!

 

 "Sok dti" e' una gomitata obliqua di 45°verso verso il basso, si esegue con le stesse peculiarità del "sok dtad", sia dal punto di vista biomeccanico che tecnico, la modalità di uso dipende da come ci si trova nelle fasi di trapping (intrappolamento delle braccia) ma dipende anche dal tipo di avversario che abbiamo di fronte... ovvero se è  più alto o più basso di noi ecc.. Questa tecnica viene adoperata a volte abbinata ad uno spostamento di tipo "salab fan pla" (passo perno) sempre dopo aver eluso un attacco di pugno diretto. La gomitata obliqua di 45° verso l'alto e' detta sok chieng  (anche se in thailandia non in tutti i camp esiste questa differenza etimologica. Infatti quando viene chiamata ai pao per esempio , gli istruttori ti dicono sok chieng, ovvero danno solo la direzione, anche se in alcuni camp i trainer , lasciano all'atleta una certa libertà tecnica, nel senso che chiamano solo la tecnica da tirare senza dire la direzione ad esempio chiamano "sok" sistemando magari il focus o il pao in un certo modo.......) Anche per questa, vige la stessa regola enunciatevi per le altre due. Una particolare peculiarità va riconosciuta a questa tecnica, infatti questa direzione specifica se vogliamo, fa si che si usi più frequentemente nelle fasi di clinch, prendendo di mira l'occhio dell'avversario.

 

"Sok gnad" è una gomitata che parte dal basso verso l'alto e per questo detta gomitata ascendente che ha modalità di esecuzione diversa dalle precedenti. Dalla posizione di guardia, si alza di scatto il braccio, la mano copre la zona temporale del capo, mentre la punta del gomito dovrebbe colpire la punta del mento, ma se l'avversario ha la testa bassa possiamo colpire la sua fronte o il suo naso. Questa viene eseguita solo ed esclusivamente nelle fasi  di clinch, molto raramente la si vede eseguire nelle fasi di trapping...... a meno che non si combatta senza guanti.....! "Sok pung" ( gomitata a spinta o a percussione) ha la peculiarità di sfondare le difese dell'avversario... e quello che trova davanti! Si esegue mandando la spalla avanti, mentre il guantone copre la zona temporale del capo, in genere si utilizza  anticipando l'attacco di pugno dell'avversario, o facendola precedere con un attacco di pugno. "Sok sab" e' una gomitata che si effettua portando il braccio in alto per lasciarlo cadere verso il basso,immaginando sempre di andare oltre il bersaglio, proprio come fa il taglialegna quando vuole spaccare un tronchetto di albero! Questo colpo di gomito si effettua in genere dal clinch, afferrando l'avversario per il collo con una mano, mentre con l'altra si colpisce, un altra opzione tipica e' quando ci afferrano dalla vita e ci spingono contro le corde.... e' un ottimo sistema per fare allentare la presa e guadagnare punti..... sull'avversario!

 

"Sok glab" e' una gomitata per virtuosi, per il semplice motivo che e' una gomitata orizzontale girata, non semplice da applicare con un avversario esperto, perchè non solo espone la schiena ma al ritorno in guardia si potrebbe essere non pronti..... Questa dovrebbe colpire in teoria  sulla tempia ponendo fine al combattimento, viene effettuata in genere (quando la si vede usare) in anticipo sugli attacchi di pugno, in combinazione con i pugni. I colpi di gomito quindi, si lavorano nelle fasi di trapping, dal clinch e alla distanza, mixandoli o occultandoli con i pugni. Un elemento importante che fa si che questi colpi siano veramente efficaci, e' la scioltezza data dall'articolazione scapolo/omerale. Infatti solo grazie a un lavoro specifico su questa articolazione, potremo avere maggiori e migliori risultati. Gli esercizi di base specifici da fare quotidianamente per "sbloccare" questa articolazione sono le circonduzioni delle braccia tese in avanti e indietro. Quando si va dietro però, è di fondamentale importanza non allargare la traiettoria del braccio, ma cercarla di "stringere" il piu' possibile. appoggiatevi  ad una parete con la spalla e circonducete il braccio teso........ poi mi farete sapere! Un altro esercizio di base che può esservi utile, e' quello di circondurre le braccia piegate con le mani che toccano possibilmente le spalle, ciò anche se all'inizio potrà sembrare difficoltoso non tarderà a dare i benefici.

 

Un altro esercizio utile e' quello di prendere una corda tenerla tesa e circondurre all'indietro le braccia avendo naturalmente cura di tenere la corda e i gomiti tesi. Col passare del tempo potete cercare di ridurre l'ampiezza delle braccia sulla corda, naturalmente sarebbe meno complicato farlo con un bastone di legno, ma a noi piacciono le cose complicate! Cosa molto importante in Thailandia se vi vedono fare questi esercizi specifici si mettono a ridere perchè naturalmente loro, cominciando da piccoli e allenandosi nello specifico e avendo una struttura ossea diversa dalla nostra, non ne hanno di certo bisogno......! Andando nello specifico i "ti sok", si allenano ai pao e si perfezionano ai focus gloves, ma come avviene per ogni tecnica della muay thai… si condizionano al sacco. Il problema più grande sta nel fatto che i gomiti non si provano mai nello sparring, anche se siete protetti  da caschi integrali o con grate, per la loro grande e reale pericolosita'. Addirittura capita, anche se di rado, che in Thailandia quando si fanno i pao e si usano i gomiti,  ci scappa il taglio in faccia per il trainer, perchè magari la gomitata è scivolata via! L'unica cosa da fare è provare gli schemi tecnici col compagno, stando comunque molto attenti e "recitare" poi questi schemi ai pao prima e poi sui focus... buon divertimento allora!


www.ilguerriero.it
Le riviste elettroniche


mailContatti

note

note

Inizio pagina

stella www.ilguerriero.it