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Intervista all’International Muay Thai Camp di Pattaya

Di: Roberto Fragale

Bene, vediamo ora di terminare il mantenimento della promessa fatta e quindi pagare il nostro debito fino in fondo… chiedo a Filippo e Paolo di mettersi seduti un attimo, prima di iniziare il loro allenamento e mentre i loro istruttori thai iniziano gli allenamenti con i primi avventori,  io inizio a porgli le mie prime domande.

    

Roberto Fragale: Posso senz’altro cominciare a farvi i miei complimenti per quanto vedo che siete riusciti a fare, ma anche iniziare questa intervista con il chiedervi come vi possa essere saltata in mente l’idea singolare, di aprire “voi stessi” un camp di Muay Thai proprio qua in Thaiandia?

Paolo Barvero: Visto che l’amore per la Muay Thai ci teneva per periodi sempre più lunghi qua in Thailandia.. tanto valeva aprire una attività per tentare di mantenervisi autonomamente no? E che altro potevamo aprire se non un ristorante… una pizzeria, un negozio di parrucchiere ecc. Noi non sappiamo fare queste cose, noi sappiamo fare solo la Muay Thai… siamo arrivati e siamo rimasti qua proprio per fare la Muay Thai… e quindi abbiamo aperto un camp di Muay Thai, con la speranza poi di potervisi anche mantenere. Sarebbe la realizzazione di un sogno!

    

Roberto Fragale: Il vostro ragionamento non fa una grinza… e vi auguro anche di riuscire a coronarlo nel migliore dei modi questo sogno ma… per il momento, ci riuscite?

Paolo Barvero: Per il momento siamo contenti, ma non possiamo certo risponderti… visto che siamo appena partiti con il lavoro in questa attività e per adesso siamo ancora sulle spese.. ma sicuramente è quanto tentiamo di riuscire  a fare.

Filippo Cinti: Capisco che la tua precedente domanda contenga intrinsecamente molto altro.. ed allora diciamo che per poter fare tutto questo… abbiamo dovuto prendere delle difficili decisioni che riguardano tutto il nostro futuro… io personalmente ho rinunciato ad un lavoro sicuro in Italia.. a formarmi una famiglia… a lasciare degli affetti e tanto altro ancora, tutte decisioni che influiranno notevolmente nella nostra futura vita.

Paolo Barvero: Da questo punto di vista senz’altro… io qua per esempio, sono sposato con una thai e tra qualche mese avrò persino un figlio!

    

Roberto Fragale: Ohhh… complimenti ed auguri allora! Sembra proprio che le vostre decisioni siano definitive o quantomeno prese molto seriamente… ma tornando ancora una volta al vero motivo dell’intervista… Qual’è al momento la vostra clientela?

Filippo Cinti: Per il momento è varia, inglesi, tedeschi, spagnoli… qualche italiano. Per quanto invece riguarda il futuro… pensiamo di lavorare agevolmente con la collaborazione di Carlo Barbuto dall’Italia, che manderà qua ad allenarsi i ragazzi della palestra.  E poi… ci augureremmo di lavorare con te Roberto, con l’aiuto de ilGuerriero.it… che magari ci fa conoscere e ci manda gente, oltre a convogliarli al Pattaya Kombat Village di Cristian.

    

Roberto Fragale: Uno dei progetti che avevo fatto e presentato per conto de ilGuerriero.it infatti, sarebbe stato quello di organizzare dei viaggi studio-vacanza a Pattaya, comprendendo negli allenamenti, la visita a tutti i fari camp presenti nella cittadina, che mi sembra sempre più avviata ormai a rappresentare il nuovo e spostato centro della Muay Thai in Thailandia… ma un altro grande progetto che ho è quello che sto costruendo pian piano con la mia WAKOThailand e spero che in futuro vorrete collaborare con me in questa federazione, anche con il vostro nuovo camp.

Filippo Cinti: Certo.. non chiediamo di meglio, conta pure su di noi, lavoreremo molto volentieri anche nel tuo progetto della WAKOThailand… ma anche il tuo progetto di organizzare viaggi-studio con la visita ed allenamenti a tutti i boxing camp di Pattaya, mi sembra una buona idea.. anche perché noi personalmente lo abbiamo già fatto.. prima di aprire il nostro camp abbiamo visitato e ci siamo allenati presso tutti i camp esistenti nella zona. Per variare e vedere le diverse metodiche di allenamento. Il progetto che hai  e che ti auguro di riuscire a portare al compimento, è molto bello e soprattutto interessante. La WAKOThailand poi ci potrebbe aprire nuove prospettive di lavoro.

     

Roberto Fragale: Certo, le prospettive che potenzialmente ha il mio progetto sono molto ampie e favorevoli per chiunque… ma ne riparleremo poi con calma ed al momento opportuno. Ma ora ditemi un po’… Voi qua come lavorate.. siete voi che insegnate o avete dei thailandesi che vi curano l’aspetto tecnico-pratico... perché penso che l’occidentale che viene in Thailandia per fare Muay Thai… forse vorrebbe trovare un thailandese che gli insegni la Muya Thai… e non certo un italiano… non parliamo poi dei tailandesi, mi sembrerebbe ridicolo si facessero insegnare da un italiano.

Paolo Barvero: AH ah, ma certo… ho capito quello che vuoi dire… ovviamente noi lasciamo che siano i thailandesi ad allenare tutte le persone che vengono qua per allenarsi…  noi ovviamente facciamo da supervisori dei metodi o qualcosa del genere, cerchiamo di dare quel piccolo aiuto esplicativo, che in genere il thailandese non da.  Noi diamo l’assistenza alle persone e magari facciamo anche da interpreti con i thai. Abbiamo fatto un camp cercando di curare bene l’atleta che vuole combattere, dandogli quindi la possibilità di allenarsi bene. Non certo di fargli fare due o tre round di pao e poi ti lasciano li..

Filippo Cinti: Noi… essendo due agonisti, sappiamo che spesso non sei considerato come tale dai thai.. ma solo come un cliente. Dato che noi lo abbiamo passato sulla nostra pelle, vorremmo perciò fare questo discorso… sia che uno venga per divertirsi o per combattere, verremmo operare per dargli un allenamento e servizio completo.. ed eventualmente fargli imparare e vedere tecniche nuove, che magari in Italia non conoscerebbero mai.

    

Roberto Fragale: Quindi, chiunque venga qua… che sia combattente più o meno esperto o semplice neofita ed appassionato.. sarà curato con la stessa cura di chiunque altro?

Filippo Cinti: Certo, poi l’intensità ovviamente sarà diversa e commisurata per ognuno di loro.. chi farà 2 ore e mezza ad altro ritmo.. e chi invece farà molto meno e molto meno  intensamente… ma sempre con la tecnica giusta e stessa cura.

Paolo Barvero: Diciamo però che tendiamo a spingere i nostri clienti a fare  e dare sempre di più.. anche se magari questo è un semplice turista che viene qua perché vuol fare un po’ di movimento per 2 settimane.. cerchiamo di riuscire  a fargli fare sempre qualcosa in più di quello che normalmente farebbero… vedo che questa cosa è sempre particolarmente apprezzata.

     

Roberto Fragale: Solitamente i camp sono situati i periferia.. il vostro invece, essendo in soi Buakao… diciamo che è abbastanza centrale.. come mai questa scelta di farlo in centro?

Paolo Barvero: Noi arrivando dalla Scorpion Gym… ci piaceva che la palestra fosse bene in vista.. che ci fosse sempre passaggio davanti ad essa.

    

Roberto Fragale: Anche se diciamolo subito… che qui davanti.. pur essendo abbastanza in centro.. c’è un campo da calcetto… e quindi c’è parecchia aria… vedo che è molto ventilato.

Paolo Barvero: Si.. ma poi diciamo anche che me ne sono occupato io di recepire il luogo.. ed io ho trovato questo posto qua… non è facile trovare un posto in affitto abbastanza grande come occorreva a noi e ad una spesa accettabile per questi standard.. ho trovato questo posto qua.. ed ho pensato potesse andare bene… è abbastanza facile da trovare e comunque anche solo con il passaggio… c’è sempre una moltitudine di persone che ci conosce già.

    

Roberto Fragale: Siamo infatti proprio nel mezzo tra soi Buakao e 2° Road. Speriamo quindi possa iniziare  a funzionare… anche grazie alla pubblicità che volentieri vi stiamo facendo tramite ilGuerriero.it! Riguardo invece alla vostra attività di combattenti… sappiamo che non avete affatto problemi… perché siete molto impegnati su questo fronte con combattimenti sul posto e addirittura all’estero no?

Paolo Barvero: Ho ultimamente combattuto ad Hong Kong il 30 di aprile, in un grande e molto difficile torneo, in cui purtroppo ho perso ai punti…  lo ha vinto il bielorusso Andrey Kulebin.. un’ottima organizzazione. Un mese fa ho combattuto allo stadio di Pattaya invece ed ho vinto..

    

Roberto Fragale: Quindi, da quanto ho capito, Bruno non è solo un vecchio amico… ma vi fa anche un po’ da manager, no? Con l’ausilio di Bruno Rinaldi avete avuto molti contatti internazionali?

Filippo Cinti: Certo che si, esatto… Ci cura. A me poi ha dato la possibilità di conoscere un nuovo sport… le  MMA e nel quale ho fatto il mio primo incontro a Pechino e con una ottima borsa. Non sapevo neanche cosa fosse finchè non ho provato… e mi è piaciuto! La Thai Boxe la amo, ma questo mi è proprio piaciuto.. sono infatti venuto a fare questo lavoro in Thailandia per praticare la Muay Thai  proprio nel posto dove è nata. Con quest’ ultima opportunità datami invece… tecnicamente non sono ancora molto preparato, ma diciamo che sul ring ci so già stare. Sicuramente devo migliorare.. dovrei fare un altro incontro il 24 novembre sempre a Pechino, dove pur perdendo sono piaciuto e mi danno questa altra opportunità. Spero di fare bene. Ma se c’è qualche altro match qua di Muay Thai, accetto sempre volentieri.

    

Roberto Fragale: Volete mandare un ultimo messaggio o saluto ai lettori de ilGuerriero.it?

Filippo Cinti e Paolo Barvero: Ciao ragazzi, un saluto a tutti voi, continuate a seguirci sulle pagine elettroniche di queste informatissime web-riviste e… se avete intenzione di venire in Thailandia.. o se passate da Pattaya… non dimenticate di venirci a trovare, saremo lieti di accogliervi ed aiutarvi in tutto quello di cui eventualmente avrete bisogno… ma anche più semplicemente per fare due chiacchiere con altri appassionati come noi.

    

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